Futuro Presente 2025

SCARICA IL PDF DELLA SCHEDA CON GLI ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO ASSOCIATO AL PROGRAMMA DI INTERVENTO DI SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE
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Servizio Civile Universale Progetti a Verona
Elenco progetti attivati in Veneto, Friuli Venezia-Giulia e Provincia Autonoma di Bolzano. Per aderire c’è tempo fino al 22 febbraio alle ore 14.
- Le procedure selettive per questi progetti si terranno indicativamente a partire dal 27 febbraio 2024.
- I calendari delle convocazioni saranno inviati via mail ai candidati e pubblicati sul sito internet della Caritas Diocesane di riferimento.
- La pubblicazione dei calendari ha valore di notifica e la mancata presenza al colloquio è considerata rinuncia.
La descrizione del progetto ha il solo scopo di facilitare la scelta.

Paul Kofler
Mi chiamo Paul Kofler ho 30 anni, abito in Val Venosta a Silandro, e sono educatore in un centro giovanile. Ho fatto Servizio Civile nel 2008 – 2009. Il processo di selezione è stato breve perché mi sono iscritto tardi, è stato tutto veloce, con la lingua non capivo niente perché parlavo solo tedesco fino a quando non ho iniziato. Ho presentato la mia candidatura a Luglio e ho iniziato a Settembre.
E’ stata mia mamma a suggerirmi di provare il servizio civile. Dopo la maturità, non avevo voglia di continuare gli studi, quindi ho deciso di scegliere questa esperienza per imparare l’italiano e per provare a vivere in autonomia insieme ad altri giovani in servizio.
Nel mio anno di servizio facevo varie attività: al mattino ero in Caritas e mi sono occupato della catalogazione dei libri nella biblioteca, mentre al pomeriggio svolgevo un servizio presso casa di seconda accoglienza “Braccia Aperte”. Io ho accettato quello che mi hanno dato da fare, perché inizialmente non capivo la lingua, mi sono messo a disposizione
Anche l’esperienza della vita comunitaria per me è stata molto importante, una bellissima esperienza. Eravamo in tre, io, Michele e Nicola. Con Michele ci vediamo ancora, lui mi ha aiutato a scegliere la mia strada e prendere ficucia in me stesso.
Certo, c’erano delle difficoltà, ma nulla di straordinario. Tutto quello che ho vissuto mi è stato molto utile quando poi sono andato a studiare a Vienna. Inoltre, ho capito che mi interessava studiare Servizio Sociale, mi piaceva ed ero anche bravo. Sono stato ammesso al corso di studi proprio perché hanno visto che avevo svolto servizio civile mentre non avevo avuto un buon risultato al test di ammissione.
La sfida più grande è stata svolgere il mio servizio collegandolo all’esperienza di fede e questo mi è pesato. Tuttavia, ho vissuto un momento che mi ha permesso di acquisire fiducia, una volta ho dovuto affrontare un padre che si è avvicinato ad un bambino che stavo seguendo durante il mio servizio e che non poteva essere avvicinato, perché ospite della casa di accoglienza. Il fatto di essere riuscito a gestire bene una situazione molto critica come questa, mi ha fatto sentire soddisfatto di me stesso.
Tra le cose che ho imparato nel mio anno di Servizio Civile c’è sicuramente il fatto che nella vita è importante l’empatia; mi sono reso conto che la vita non è bella per tutti, ho imparato l’importanza di aiutare gli altri e che ci sono persone meno fortunate, ma c’è sempre la possibilità di aiutarle. Aggiungendo lo studio a questa esperienza ho avuto ancora più possibilità di riflettere sulle cose che ho vissuto. Ho sviluppato una sensibilità diversa, su tutto, nella vita.
In generale, la mia speranza e aspirazione per il futuro è scoprire l’umanità nei lati più oscuri, passare il proprio tempo con gli ultimi, soprattutto quando c’è un momento di festa, quando la gente sola si sente ancora più abbandonata.
Oggi direi ad un ragazzo di fare il Servizio Civile perché è una esperienza forte, ti sfida, ti insegna, esci più cosciente di situazioni diverse che possono succedere. Senza sfide grandi non si cresce, ci aiuta a scoppiare la bolla in cui spesso viviamo.
Paul Kofler – operatore volontario Servizio Civile Universale (anno 2008/2009)
SPAZI DI RI-MOTIVAZIONE
AZIONI RIPARATIVA
Il progetto si propone di offrire agli studenti, con sanzioni disciplinari importanti, l’opportunità di riscoprirsi in un contesto di apprendimento non formale e di mettersi a servizio della comunità scolastica o extra-scolastica. Invitiamo gli istituti interessati a contattarci per scoprire come YOUNGCaritas può contribuire a creare spazi di riscatto per gli studenti sospesi o a rischio di dispersione scolastica.
caratteristiche della proposta: progetti individuali da definire in base agli obiettivi.
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NUOVE LENTI PER VEDERE UNA NUOVA GIUSTIZIA
PERCORSO BREVE
Quando una persona compie azioni che vanno contro la legge, lo Stato applica una sanzione o una pena con l’intento di riequilibrare il torto commesso e far comprendere lo sbaglio in modo che non si ripeta. In sostanza, cerca di far “giustizia”.
Ma davvero in questo modo, le persone coinvolte dal fatto, sentono di aver avuto giustizia? Chi ha subito il torto, quale beneficio può avere dalla sofferenza che prova chi viene punito? Chi viene punito, davvero impara qualcosa dalla punizione? A partire da queste domande, si può iniziare a comprendere i limiti di un sistema di giustizia basato sulla punizione del colpevole al fine di chiedersi in quale altro modo possiamo intendere la giustizia. La giustizia riparativa è un nuovo modo di intendere la giustizia partendo dall’impatto che l’azione illecita ha avuto sulle persone coinvolte dai fatti, dando a loro il potere, attraverso il dialogo, di decidere cosa deve essere fatto per avere giustizia.
Caratteristiche della proposta: percorso breve di sensibilizzazione si può articolare in 1 o 2 incontri per un monte ore minimo di 2 e massimo di 4
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COLTIVARE DIALOGHI RIPARATIVI A SCUOLA
PER I DOCENTI
Gli Elementi centrali della giustizia riparativa sono il dialogo e l’incontro tra le parti coinvolte per dare nuovo significato a quanto vissuto e riparare il danno causato. per questo Formare gli insegnanti al paradigma della giustizia riparativa significa diffondere un metodo che permetta di accogliere e accompagnare coloro che si sentono coinvolti da ingiustizie o conflitti, coinvolgendoli nella scelta di cosa deve essere fatto per rimettere le cose a posto.
finalita’ del percorso
Durante la formazione, i docenti entreranno in contatto con alcuni semplici strumenti di giustizia riparativa che potranno apprendere ed utilizzare con i loro studenti nel contesto della classe. percorso orientato a sviluppare uno sguardo riparativo sulle relazioni. si pongono le basi per avviare dialoghi di gruppo basati sui valori e principi della giustizia riparativa.
Caratteristiche della proposta: percorso di 12h articolato in 4 incontri da 3h
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COSTRUIRE GIUSTE RELAZIONI
PERCORSO LUNGO
Cosa proviamo quando il comportamento di qualcuno ci ferisce? A cosa pensiamo quando una nostra azione danneggia qualcun altro? Come cambia il clima in classe quando qualcuno viene danneggiato dal comportamento di un altro? Ogni giorno nella scuola, e in molti contesti della quotidianità, le persone fanno e dicono cose ingiuste che impattano su altre persone causando delle conseguenze negative più o meno durature. A volte si tratta di danni materiali, più spesso di danni immateriali. La conseguenza di ciò è la rottura del legame relazionale che talvolta innesca una spirale di azioni negative che perpetuano e alimentano il malessere delle persone coinvolte e di chi vi sta intorno.
È possibile imparare ad agire per dare un futuro positivo ai legami interrotti e riportare così il benessere tra le persone? Questo percorso propone, attraverso alcune dinamiche esperienziali ed alcune testimonianze, di sperimentare e comprendere che è alla portata di tutti l’agire per costruire giuste relazioni anche dopo gravi danni subiti o agiti.
Caratteristiche della proposta percorso di 20h da articolare in 10 incontri da 2h ciascuno adatto per l’insegnamento di educazione civica.
Caratteristiche della proposta: percorso breve di sensibilizzazione si può articolare in 1 o 2 incontri per un monte ore minimo di 2 e massimo di 4
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COSTRUIRE RELAZIONI GIUSTE
PERCORSI PER STUDENTI ED INSEGNANTI SUL PARADIGMA DELLA GIUSTIZIA RIPARATIVA
La GIUSTIZIA RIPARATIVA è un nuovo modo di intendere la giustizia che mette a disposizione valori, principi e strumenti che consentono alle persone coinvolte in un fatto dannoso di comprendere ciò che è successo e ristabilire un legame buono e giusto.
Il paradigma della giustizia riparativa trova applicazione in qualsiasi contesto di relazione tra le persone, quindi anche nella scuola.
“Abbiamo imparato che il reato rappresenta un danno non solo per la vittima, ma anche per il reo e la comunità. scontare la pena ricevuta non basta a sanare le ferite che il reato ha provocato. Infatti il confronto tra vittima e colpevole permette di rispondere a delle domande e chiarire dei dubbi che altrimenti rimarrebbero per sempre sospese, sia nella vittima che nell’autore del reato”.
Difesa non armata e Servizio Civile
#WHATISHOME – UN WORKSHOP SU DIFESA NON ARMATA E SERVIZIO CIVILE
La proposta si colloca nell’ambito tematico trasversale dell’ EDUCAZIONE CIVICA, ma si rivolge anche ai docenti interessati ad esplorare il concetto di Patria nell’orizzonte culturale contemporaneo.
Il SERVIZIO CIVILE è per Caritas una preziosa opportunità per offrire alle giovani e ai giovani tra i 18 e i 28 anni una esperienza forte di orientamento sul proprio futuro e di educazione in un contesto di apprendimento non- formale.
Il workshop #whatishome si propone di orientare i giovani e le giovani tra i 16 e i 18 anni al Servizio Civile con un approfondimento sul tema della difesa non armata della Patria e del concetto di appartenenza, radici, casa, oltre a toccare temi connessi a migrazioni e diseguaglianze globali.
Si propongono inoltre testimonianze da parte di giovani che stanno svolgendo il Servizio Civile.
Destinatari:
- Scuola secondaria II grado (classi IV e V)
- Ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni
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UNA RETE PER LE DONNE
UNA RETE PER LE DONNE
Destinatari:
- Scuola secondaria II grado
- Ragazze e ragazzi dai 14 ai 18 anni
Proponiamo una visita presso Casa Braccia Aperte, storica struttura di seconda accoglienza a Verona in cui vengono accolte donne sole con minori a carico che vivono condizioni di vulnerabilità. Attraverso le voci dell’equipe della casa, le ragazze e i ragazzi avranno occasione di conoscere meglio le storie di vita delle donne accolte e di capire quanto chiedere aiuto, in certe situazioni, sia fondamentale per trovare la propria strada verso il futuro.

















